Visioni sommerse, Dario Ballantini, inaugurazione

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Inquadratura su una parte dei presenti all'inaugurazione

È stata inaugurata con buon successo di pubblico la personale di Dario Ballantini Visioni sommerse il 4 luglio 2009 al castello di Bosses (AO).

L’esposizione presenta 35 opere dell’artista livornese, più noto al grande pubblico per le sue imitazioni al TG satirico Striscia la Notizia che per il suo percorso pittorico.

"L’imitatore dà slancio al pittore e vice-versa" ha dichiarato nel corso della conferenza stampa Massimo Licinio, amico e manager dell’artista, "le imitazioni partono dal disegno su carta delle caratteristiche tipiche del soggetto, l’abilità di cogliere le peculiarità della personalità con uno sguardo profondo dà corpo alle figure che si materializzano nei suoi quadri".

Sollecitato dalle domande dei giornalisti presenti, Giulio Cappa della testata regionale della Rai, Federica Giommi per La Stampa, Nadia Camposaragno per La Gazzette du matin e dall’artista valdostano Etto Margueret, Dario Ballantini ha detto che "il quadro nasce da un bisogno interno, e deve essere completato di getto. Nei rari casi in cui mi sono concesso delle pause o dei ripensamenti, il risultato finale è stato insoddisfacente.

Da sin., Licinio, Marguerettaz, Ballantini, Parrella, Avoyer

Dividendo la mia vita prevalentemente tra Milano e Roma ho creato i miei studi in entrambe le città. A Milano ho una stanzetta, molto piccola e silenziosa, raramente ascolto musica. A Roma lo studio è più ampio, ma è diversa la città, per cui vi arrivano i segnali di vita dalla strada e dal vicinato. In entrambi i casi predomina l’odore dei colori.

Mi accosto al quadro senza un progetto definito, con la voglia di scaricare la tensione interna sulla tela, attraverso i colori. I pennelli sono ormai consumati, ma non intendo sostituirli perché vorrei eliminare il segno della pennellata. Vorrei che nell’opera finita non si riconoscesse la tecnica utilizzata per crearla.

Nelle opere molti leggono l’inquietudine e lo smarrimento dell’uomo moderno. Quanto alle influenze, sono riconoscibili sicuramente Guttuso, in particolare nel disegno della figura umana, e gli espressionisti, per la vivacità dei colori. Poche opere sono monocolore."

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