Visioni sommerse, Dario Ballantini
Inaugurazione al castello di Bosses
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Apprezzamento ripreso anche dall’Assessore al turismo della Regione
Autonoma Valle d’Aosta, Aurelio Marguerettaz, che ha
sottolineato come Ballantini, sin dal primo incontro a novembre, abbia dimostrato
di saper cogliere gli aspetti salienti di questa Regione, che è voglia
di conoscere e di amicizia.
L’esposizione si pone come un progetto di sinergie tra assessorati differenti
nell’intento di valorizzare i percorsi storici, i castelli e tutti i luoghi
con una valenza culturale di cui la Valle d’Aosta è ricca.
Laurent Viérin, Assessore alla cultura della Regione Autonoma Valle d’Aosta ha sottolineato come questo castello sia stato ristrutturato con intelligenza e restituito alla popolazione. "Un intervento di particolare valore, perché spesso, proprio le popolazioni periferiche, specie se in montagna, sono tagliate fuori dalle iniziative culturali che si tende piuttosto a centralizzare. Questo progetto, ben realizzato da Alessandro Parrella con il supporto della sua Associazione, ha invece il merito di avvicinare la gente all’arte e, dunque, auspico un lunga continuità per analoghe iniziative in futuro."
Nell’intervento del nostro Presidente si evince la soddisfazione per avere
traguardato insieme una simile manifestazione.
Attraverso un passaggio tra diverse epoche e stili pittorici ha evidenziato
l’importanza dell’idea, del gesto creativo, che nelle mani di
Ballantini si fa pittura, pensiero, emozione.
Ballantini è ritornato sulla validità del progetto di utilizzare il castello per manifestazioni culturali, in particolare per allestimenti espositivi. Si è poi dichiarato disponibile a rispondere alle eventuali domande del pubblico durante la visita.
Al primo piano del castello, il pubblico è stato accolto dal duo
Bernecoli-Granchi
Il duo Emy
Bernecoli/Giacomo Granchi, costituitosi nel 2006, si propone di lavorare su
un repertorio di composizioni per due violini dal XVII secolo fino alla musica
contemporanea che ha eseguito trascrizioni per due violini di
Mozart, Haydn e Rosetti.
Testo: Paola Ugliano
Foto: Bruno Domaine





