Il Simbolo parla
Federica Buccione - Galleria Parrellarte, Aosta
La "Chiave dei sogni" è uno splendido dipinto di René Magritte del 1930.
La carica poetica conferita agli oggetti in esso raffigurati ne amplifica il potere espressivo di ciascuno,spingendoci al di
là di una visione superficiale. In alto a sinistra un uovo dal candido guscio invita l‘occhio ad entrare in una
dimensione cognitiva altra.
Ho gustato la stessa sensazione nell’ammirare le nivee creazioni di questa giovane pittrice di Pescara che un recente
fato ha proiettato nel protettivo ventre delle nostre montagne.
Le figure, sdoppiate nella loro anima sono qui raffigurate nel loro duplice e vivido aspetto di immagine e simbolo che, di volta in
volta, rivelano la profonda meditazione creativa dell‘artista.
L‘ombra dunque a guisa di anima non si separa dall‘oggetto anzi, attraverso un romantico intreccio ne urla la propria
esistenza, il proprio valore simbolico.
Sorgono dal bianco cenerine immagini mai paghe di stupire anzi pronte a colpire il nostro occhio con un sapiente gioco di lettura che
varia ogni qual volta ci approcciamo all‘opera da un angolo differente.
"Nelle mie pupille due mari che cantano" scriveva García Lorca in una splendida poesia che mi
echeggia alla vista delle opere della Buccione laddove il canto delle onde diviene bruma di pensiero, di riflessione profonda e
poetica creativa.
Come nel Faust di Goethe l‘ombra diviene espressione dell‘esistenza dell‘anima, nelle opere qui descritte la
stessa si erige a testimone del tempo, a giudice inflessibile della propria storia impressa nella memoria, anche se nella fertile
immaginazione creativa dell‘artista, l‘ombra rappresenta una apollinea armonia tra i sensi. il pensiero ed il segno,
regalando alle anime sensibili non solo la visione ma anche una netta percezione uditiva dell‘opera.
La tela di un bianco puro si farà specchio per riflettere le molteplici angolazioni visive della genesi di un‘idea,
attraverso un percorso di luci che determinerˆ l‘originalità e l‘unicità di ogni soggetto dipinto.
Scorgiamo così rappresentate incarnazioni allegoriche di immagini emblema, dalle chiavi che tutto aprono e tutto chiudono, agli
anelli che legano e nel contempo isolano, i serpenti così semplici e inquietanti nello stesso tempo, le candele che fondendosi
liberano tutta la forza del fuoco e la forza aerea della piuma che si eleva verso il cielo restando però ben ancorata in mani
che dominano il pensiero.
E ben radicati sono i ricordi della pittrice proiettati sulle tele, istanti di un vissuto divengono emozione e genio dinamico in una logica granitica che si fa bastione del pensiero e motore di quel gesto segno pittorico alla base della creatività dell‘artista.
Alessandro Parrella
Scheda tecnica
Il Simbolo parla
Galleria Parrellarte, Aosta
- Personale di Federica Buccione
- Cura: Alessandro Parrella
- Fotografie: Bruno Domaine
- Web: Paola Ugliano
- Grafica: Pier Francesco Grizi
- Dal 15 al 31 gennaio 2010
- Orario: 15:00 - 19:00
- Galleria Parrellarte
- Via de Tillier, 9 - Aosta
- Altre opere presso
- il Ristorante "Le Pelerin Gourmand"
- e l‘enoteca "La Cave"
- Ingresso libero
Testo: Alessandro Parrella
Foto: Bruno Domaine
