Chicco Margaroli – Con.fine naturale
Castello di Bosses (AO)
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A partire dal titolo, la mostra si presenta come un gioco di parole: in apparenza
leggera, in realtà seria, attenta e rispettosa riflessione sulla Natura
e sul suo rapporto con l’Uomo. Un percorso da scoprire a più livelli,
un patto con l’osservatore, invitato a guardare senza preconcetti e senza
diffidenza, a lasciarsi incuriosire.
Oggetti familiari, che troppo facilmente crediamo non custodiscano alcun significato
se non quello più immediato, diventano in questa sede metafore sulle quali
riflettere. Grazie alla sua infaticabile capacità di rinnovarsi, di mutare,
di crescere, di espandersi, la Natura si prende una rivincita e non si lascia
confinare in uno spazio ristretto.
Esili germogli irrompono, reclamando energicamente il proprio diritto a svilupparsi senza costrizioni, e modificano progressivamente l’assetto del villaggio aereo che li ospita senza contenerli: distruggendo un equilibrio artificiale, ne creano un altro, simbiotico, tra natura e arte.
Sono installazioni vive, che crescono sotto i nostri occhi; sullo sfondo, fotogrammi della loro evoluzione ne raccontano la storia passata e invitano ad immaginarne il futuro.
Un racconto in movimento, dunque. E quale racconto può prescindere dal suo supporto privilegiato, il libro? Ecco allora libri ’naturali’, papiri nostrani, realizzati con porri essiccati, foglie rilegate, allo stesso tempo supporto per la scrittura e metafora della narrazione e della memoria tramandata.
Il racconto continua e si popola di personaggi che si affiancano e si legano gli uni agli altri; ortaggi e prodotti naturali descrivono il bisogno di tornare alla terra per riscoprire le proprie radici e i solidi legami che connotano una comunità.
Talvolta imprevisto e spontaneo, il dialogo fra uomo e natura si manifesta attraverso i sensi, raffigurati come frammenti di una maschera vegetale; il risultato è un artificio iperbolico che enfatizza l’imprescindibilità del sentire.
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