Franco Balan
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Importanti nel suo percorso artistico le esperienze, risalenti al 1954, con Tomaszewski, Majewski e Grabowski svoltesi a Varsavia. Città nella quale ritorna nel 1985 per una serie di lezioni presso l’ Akademia Sztuk Pieknych. Del resto l’attività didattica già lo appassiona da tempo e lo porta a inventare percorsi interattivi di educazione all’immagine.
Dalla fine degli anni Settanta si succedono i riconoscimenti ufficiali di pubblico e critica. Si ricordano il I premio per la grafica bandito dall’ Onu nel 1978, la progettazione dei marchi e della segnaletica del Parco Nazionale del Gran Paradiso, il logo dell’Espace Mont-Blanc, fino ai recenti manifesti per i Campionati Olimpici Invernali di Torino del 2006.
Ha esposto in varie sedi espositive da Tokyo (1991, Galleria G 8 Ginza), a Roma (dal 1998 al 2000, Galleria della Regione Autonoma Valle d’Aosta) fino alla mostra Gén&ration XX richiestagli dall’Alliance Francaise in occasione del ventesimo anniversario e a quella del 2001, Universo Balan, curata da Mario Piazza ad Aosta. Dagli anni Novanta riprende con continuità e intensità l’attività pittorica progettando il ciclo Le 14 stazioni della Via Crucis, realizzato nel 2000.
Sue opere sono esposte al Museo Wilanów di Varsavia e al Museo di Lahti, in Finlandia.
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Testi di Elisabetta Pozzetti
Foto: pagina 1 e numero 1 in questa pagina, Giusto Vaudagnotto;
numero 6 in questa pagina, Nicola Gambino



