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Oreste Ferrando

(pag 1/3)

Oreste Ferrando è nato ad Aosta nel 1968.
Dopo gli esordi in poesia (fra le pubblicazioni, da ricordare la raccolta di Haiku "Il sentiero di Basho", ed. Ibiskos 1994) e in poesia visiva, Ferrando continua il suo percorso con le scritture istintive, tipo di narrazione fiume con parole in libera associazione.
Il crescente interesse per l’immagine e la maturazione che l’essenza della poesia è l’evocare un silenzio (interiore) lo allontanano progressivamente dalla parola.
Pur non abbandonando del tutto la scrittura lineare, quella istintiva rappresenta oggi per lui una sorta di terapia individuale, la ricerca si è poi concentrata sulla carta, come rappresentazione della poesia e suo riassunto, come fatto privato, dimensione dell’intimo, come sinonimo di silenzio, appunto, una pausa dove le cose si sospendono dilatandosi sino a recuperare la loro origine.

Oreste Ferrando riflesso in una sua opera

Nasce così una forma d’arte che lui stesso definisce ’poesiaditerra’ perché ’il territorio può essere letto alla stregua di una pagina o di un manoscritto, la cui grafia rivela molte informazioni sul nostro mondo’. In questo ciclo di lavori il processo di creazione dell’opera segue varie fasi:

  1. l’ambient-azione di carta⁄poesia nell’ambiente naturale (rocce, terra, legno…) o nell’insediamento umano;
  2. lo scatto fotografico dell’ambient-azione e il prelievo del materiale naturale;
  3. l’elaborazione al computer dell’immagine primigenia;
  4. la ricostruzione in teca di un nuovo paesaggio (successivi piani di vetro contenenti ciascuno una ’dimensione’ (la materia, la carta, le immagini).
Con il sigillo di un telaio in ferro, l’autore procede nel complesso elaborato di sedimentazione del paesaggio, conservandolo nella teca che diviene quadro/scultura e costruzione.

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