Oreste Ferrando
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Nel 2001 AOSTACONTEMPORANEA, curata da Antonella Crippa, gli dedica una mostra
alla Torre del Lebbroso con catalogo a cura di Francesco Poli.
Nel 2003 il Chiostro di Voltorre/Museo d’Arte
moderna della Provincia di Varese oltre a ospitare la sua personale lo include nella mostra ’Mutazioni – sogni e segni del XX secolo
da de Chirico a De Maria’, catalogo Mazzotta.
Per il Consorzio di tutela del Lago di Varese realizza l’opera "taoteca".
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Taoteca (2003) 125x125x10 cm; vetri float, fotolito, ferro, carta, fango cava ventoux, acqua foto: Walter Capelli |
Terremondo (2004) 30x120 cm; vetri float, fotolito, ferro, carta, fango cava ventoux foto: Alessandro Zambianchi |
La terra è più luce di ogni altro giorno da qui a dove - teca n.3 (2003) 60x150 cm; vetri float, fotolito, profilati in ferro, alluminio, fango cava ventoux, aerosol foto: Alessandro Zambianchi |
Nel 2004 la Fondazione Torre Colombera (Varese) gli organizza una personale retrospettiva sulla “poesiaditerra” e una sua mostra itinerante tocca diversi centri del nord Italia tra i quali Venezia (Artlife). Nel 2005 è invitato dal curatore Claudio Rizzi nel progetto Metafore di Paesaggio al Museo Parisi-Valle di Maccagno e al Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Gazoldo degli Ippoliti (Mantova).
Per il Comune di Aosta è autore dei premi per la rassegna ’Le strade del cinema’ .
Vive e lavora a Châtillon.
Testo: Oreste Ferrando.
Foto: pagina 1 Alessandro Zambianchi.



