Fiori di campo, Roberto Priod

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Fiori di Campo, Roberto Priod 2008 Dopo l’inaugurazione della nostra galleria con Il genio del viaggio del maestro fiorentino Andrea Granchi lo scorso anno, dal 12 dicembre 2008 l’Associazione Culturale Parrellarte propone Fiori di Campo, una creazione dell’artista valdostano Roberto Priod. Serigrafie stampate a mano in tiratura limitata e numerata.

"Richiami ad un’arte intellettuale alla Poussin con impressioni degne del primo Cézanne, rafforzate da un approccio analitico ed antropologico contemporaneo e da un uso audace di immagini depositate nella memoria visiva collettiva, fanno di questa serigrafia un nobile coronamento allo straordinario momento di vita dell’artista valdostano". (Alessandro Parrella)

Possiede la raffinata eleganza della semplicità quest’opera di Priod. L’essenzialità dei colori e delle forme di una stampa giapponese, sintesi estrema ed espressione massima del concetto stesso di bellezza.

Ma non cede alla moda delle filosofie orientali. L’artista è ben radicato nel suo territorio e lo dimostra quel delicato richiamo alla montagna innevata, paesaggio così familiare a chiunque sia transitato almeno una volta nella Valle d’Aosta d’inverno. Testimone "dell’esistenza di un legame attivo fra cicli cosmologici e cicli biologici", come lui stesso ha più volte affermato, Priod trae spunto dalla natura e dalla molteplicità delle culture umane per riproporle trasfigurate, filtrate dal suo estro creativo.

Scrive Andrea B. Del Guercio, Docente di Storia dell’Arte e direttore del Dipartimento Arti e antropologia del sacro presso l’Accademia di Brera: "Non risponde al passivo rapporto descrittivo del naturalismo ma si dedica ad esaltare, a sottolineare la scelta espressiva che indaga i valori e le forme più intense, sul piano diretto e nel deposito culturale, del paesaggio; Priod, combina in una rinnovata inscindibilità il senso profondo della cultura naturale e paesaggistica e le responsabilità analitiche dell’arte contemporanea, per installare nell’habitat nella nostra stessa sensibilità un nuovo sguardo sulla bellezza, sul piacere, sul ricordo nel tracciato dei processi storico-culturali."

Non pura rappresentazione, dunque, né contemplazione estetica, o mera trasfigurazione fantastica, ma un lungo percorso di ricerca maturato negli anni ed espresso attraveso tecniche e materiali diversi.
Fanno parte di questo percorso l’eposizione Kyklos, allestita all’Orto Botanico dell’Università di Torino, nel 2000 e Indefinite Infiorescenze, a Montevarchi (Ar) nel 2001.

Per illustrare l’indagine svolta in questi anni dall’artista sul rapporto tra arte, natura e materia, la presentazione della serigrafia è affiancata da un’esposizione che comprende sculture, quadri e grafiche.
La mostra sarà visitabile fino al 29 gennaio, su appuntamento. Il 30 gennaio dalle 10.30 alle 12.00 e dalle 15.00 fino alla durata della veillà.

 

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