Inaugurazione di
Rodin et Claudel - création et matière

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Da sinistra: L. Gianadda, M. Tamone, A. Parrella Alessandro Parrella, curatore dell’esposizione, ha precisato che il titolo dell’iniziativa si ispira alla capacità dei due artisti nel plasmare la materia. Se Rodin ’fa parlare’ le sue sculture, come prima di lui solo Michelangelo era riuscito, le opere della Claudel urlano e raccontano l’essenza stessa della vita umana: la casualità del destino (La Fortune), la passione ritrovata dopo il dolore della separazione (L’abandon), l’umiliazione dell’invocazione, lei che così orgogliosa si raffigura prostrata ne La suppliante, mentre la compagna di vita di Rodin, raffigurata come una Parca, "strappa dalle amorevoli mani di Camille un Rodin destinato all’oblio delle passioni, al trapasso interiore.
Tragica poteva essere la fine dei Bourgeois de Calais, salvati da morte certa durante la Guerra dei cento anni, grazie alla benevolenza di re Edoardo III di Inghilterra e dalla sua consorte, la regina Philippa. Ricevuto l’incarico di eseguire un monumento in memoria dell’atto eroico dei sei notabili di Calais, icone di Francia, Rodin sa magistralmente cogliere la tragedia interiore dei personaggi, evitando false celebrazioni e cogliendo in pieno quel sacrificio che è figlio della rinuncia alla propria esistenza per l’amore verso tutti i concittadini. Più grande è la posta in gioco, più grande è il sacrificio. E grande è il coraggio di Jean de Fiennes, il più giovane tra i borghesi, attonito testimone di questo martirio probabile. Il bronzo che vi presentiamo in questa esposizione lo raffigura con una mano che, come sempre in Rodin, è tutt’altro che un dettaglio: la mano, come il gesto, sono i protagonisti della piccola scultura e dicono tutto dell’uomo, della sua interiorità; significano presa di coscienza della durezza e della nobiltà del sacrificio e preparano la strada dell’abbandono all’atto eroico.
Ecco la magica energia creativa di Rodin, madre e padrona delle sue mani che si fanno tramite fecondo di creazione.
Un inno a questi pensieri lo ritroviamo in Cybèle, moglie di Saturno e madre di Giove. Icona della creazione in senso assoluto e forza-guida di tutte le energie creative, vitali. Ora esposto ad Etroubles, il fiero bronzo troneggia all’entrata della Fondation Pierre Gianadda di Martigny, a guisa di Musa e condottiera delle incredibili attività di questa importante Fondazione che da anni avvicina un immenso ed eterogeneo pubblico all’amore per l’arte.".

 

L'intervento di Elisabetta Pozzetti. Alle sue spalle Alessandro Parrella e Paola Ugliano Elisabetta Pozzetti ha illustrato come queste opere della Claudel siano espressione delle diverse fasi artistiche della scultrice, la cui abilità forse superava quella del maestro.
Ha poi ricordato il tributo drammatico pagato con l’isolamento in manicomio, dove non solo non riceveva visite, ma non le fu concesso neanche di leggere le lettere che le venivano scritte.
"Le sculture selezionate per questa mostra sono significative dei diversi stati d’animo e di ispirazione della Claudel, accomunate tutte dalla stessa tensione spirituale, nonché dalla già avvenuta separazione dall’amato Rodin: dal rigore estetico, che anticipa l’indugio al decorativismo floreale Liberty, de La Fortune, all’esaltazione del purismo formale ne L’Abandon - ove i lineamenti si distendono a nuovi e più sereni orizzonti - fino alla deformazione espressiva ed emotiva de L’Implorante. "

 

L'isola espositiva dedicata a Camille Claudel Il percorso della mostra si articola in corridoi formati da isole di blocchi bianchi che sostengono le sculture ed è arricchito da gigantografie delle foto fornite dal Museo Rodin di Parigi, che raffigurano i due artisti e alcune delle loro opere più famose: L’Age mur di Camille Claudel da cui è tratta La suppliante. I borghesi di Calais, cui si riferisce lo studio della Petite tête de Jean de Fiennes avec main, La Porte de l’Enfer, L’âge d’airain, L’homme au nez cassé, Hugo, Baudelaire a testimonianza del legame tra l’artista e la cultura letteraria.
I sei acquerelli e disegni di Rodin sono esposti in un corridoio separato.

 

La biblioteca delle esposizioni L’allestimento è completato da una biblioteca delle esposizioni realizzate in Valle d’Aosta e a Martigny, con 250 volumi donati dall’Ufficio mostre dell’Assessorato Istruzione e Cultura della Regione autonoma Valle d’Aosta e 50 volumi di arte donati dalla Fondation Pierre Gianadda di Martigny che rimarrà a disposizione di abitanti e turisti in permanenza.

 

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Testo: Paola Ugliano. Le citazioni sono dei rispettivi autori.
Foto: pagina 1 Bruno Domaine
In questa pagina, 1 e 2 Bruno Domaine, 3 e 4 Paola Ugliano.