Inaugurazione di Espressionismo Blu
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Alle ore 18 del 15 giugno 2007 l’Assessore all’Istruzione e Cultura
della Valle d’Aosta Laurent Viérin ha inaugurato
l’importante esposizione Espressionismo Blu di Italo Bolano.
L’assessore è stato introdotto da Andrea Andruet,
dell’Ufficio Stampa della Regione Autonoma Valle d’Aosta, che ha
letto un comunicato del sindaco di Portoferraio, Roberto Peria,
in cui ha espresso stima e affetto per il concittadino "che porta un p’
del nostro mare tra la meraviglia delle vostre montagne".
È disponibile la lettura
della lettera in formato MP3, circa 490 KB, durata: 41 secondi.
Nel suo intervento, l’Assessore Viérin, oltre a ringraziare
l’artista e Parrella per averlo scoperto e portato in Valle d’Aosta,
ha sottolineato come questa mostra si inserisca in un sistema complessivo di
offerta culturale della Regione Valle d’Aosta, che tende a
promuovere la validità degli spazi, di cui la Regione è ricca,
come la riqualificazione del Forte di Bard,
l’inaugurazione della mostra sui borghi al Castello di Ussel
e la mostra sulle spade al Museo Archeologico.
Inoltre, ha voluto esprimere un esplicito ringraziamento a Daria Jorioz,
responsabile del Servizio attività espositive, e a tutto l’Ufficio
Mostre: "Spesso quando si arriva all’inaugurazione di una mostra si
vede il prodotto finito. Io vi posso assicurare che dietro questo prodotto
finito esiste un lavoro, un lavoro di équipe, una équipe che
funziona bene e chiederei un applauso per questi ragazzi e Daria Jorioz che
ci garantiscono sempre il massimo livello e la massima qualità nei
nostri eventi espositivi."
Si può ascoltare l’intero intervento dell’Assessore Laurent
Viérin in formato MP3, circa 2500 KB, 3:33 minuti di durata, bilingue
francese e italiano.
Chi non dispone di una connessione veloce può scaricare l’intervento
in tre parti:
parte 1 lingua
francese, circa 760 KB, durata 1:04 minuti,
parte 2 italiano,
circa 648 KB, 55 secondi,
parte 3 italiano,
circa 926 KB, 1:18 minuti.
Oltre a esprimere il proprio ringraziamento all’Amministrazione Regionale
e alla Jorioz "perché non c’è solo professionalità, ma
anche tanta passione dietro questi progetti", il curatore dell’esposizione,
Alessandro Parrella, ha sottolineato la bellezza della sede
espositiva e la volontà di presentare una mostra difficile e coraggiosa,
ma che tocchi l’intero percorso artistico di Italo Bolano.
"Ma, soprattutto, è con orgoglio mio, della Regione, di Daria Jorioz
che ha creduto in questo progetto, che presentiamo la stanza dedicata agli
acquerelli firmati dal pittore Italo Bolano e dal grande poeta Mario
Luzi, recentemente scomparso. Sappiamo che Luzi era estremamente critico
nei confronti dell’arte del 900. Apprezzava pochi grandi artisti, fra
questi Rosai, De Chirico, Marcucci,
un pittore molto, molto bravo, ma poco conosciuto.
Tra questi pochi, riconosceva il grande talento di Bolano, perché in
Bolano vedeva la spontaneità e la sincerità creativa, l’essenzialità
del gesto e riconosceva che, come la poesia, la sua pittura nasceva semplicemente
con poche cose alla ricerca della verità. Il fatto poi che firmasse questi
quadri nati da un suo grande componimento ’Viaggio terrestre e celeste di
Simone Martini’, grande pittore senese del ’300 - tenete presente
che Petrarca aveva collocato Simone Martini
in Paradiso a disegnare Laura, quindi andiamo a scomodare sempre
grandi nomi."
Intervento integrale di Alessandro Parrella,
2:31 minuti, 1.781 KB
L’intervento frazonato:
parte 1,
840 KB, 1:11 minuti di durata,
parte 2 italiano,
circa 941 KB, 1:20 minuti di durata.
Dopo essersi associata ai ringraziamenti, Elisabetta Pozzetti
ha interpretato l’opera di Bolano e la scelta del titolo della mostra.
"Panta Rei scriveva Eraclito. Tutto
scorre, tutto muta, tutto cambia. E ’Tutto cangia’ mi ha detto
Italo Bolano quando sono entrata la prima volta nel suo studio. (...)
Tutto cangia sta a significare qualcosa di più di un cambiamento atmosferico.
Sta a significare il mutamento esistenziale di una vita, dell’emotività.
Italo Bolano quando lavora, quando dipinge scatena dei moti dell’animo,
dei moti pittorici tipici e, naturalmente, tecnici, meccanici fisici, perché
la sua è un’azione meccanica, fisica verso la tela, tela che diventa
a volte una specie di fantasma da rifare, da cancellare, altre una specie di
compagna da accarezzare, da seguire. Il rapporto che lui ha con l’arte è
sempre stato, in questo periodo forse di più, un rapporto emotivamente
complesso, totalizzante. (....)
E non è forse un caso che in quest’ultimo periodo ci sia, ma in
realtà c’è sempre stata in nuce, una volontà espressionista. In quest’ultimo periodo l’espressionismo,
che in quest’ultimo caso si è definito Espressionismo Blu è
stata la scelta artistica da assecondare in toto. Per cui le sue opere possono
dirsi pienamente espressioniste. Espressionista per la gestualità che
è insita, per i significati i contenuti che nelle sue opere poi si
evincono. (...)
