Inaugurazione della mostra "Verzotti: il sogno svelato"
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Commenti entusiastici hanno accolto la presentazione dell’esposizione Norbert Verzotti-Il sogno svelato, il 5 luglio 2008 al castello di Bosses.
Molti degli oltre centocinquanta che ci hanno gratificati con la loro presenza si sono complimentati direttamente o hanno lasciato un commento sul libro degli ospiti.
Ha aperto gli interventi il sindaco di St. Rhémy, Edi Avoyer.
Nel ringraziare i presenti per l’interesse verso questa iniziativa,
ha sottolineato l’importanza storica del luogo che oggi può assumere
il nuovo ruolo di polo culturale aperto a cittadini e turisti. Osservatorio
privilegiato del paesaggio alpino, non più roccaforte di difesa. In questo senso
sono stati eseguiti i lavori di ristrutturazione, che hanno dotato la comunità
di Saint Rhémy e i suoi ospiti di un centro di documentazione multimediale e di aree
idonee ad accogliere mostre temporanee.
L’intervento è proseguito con le motivazioni che lo hanno orientato
a promuovere questa mostra:
"L’organizzazione dell’evento è stato affidato all’Associazione
Culturale Parrellarte, che si è già distinta in altri interventi
nel territorio del Grand Combin.
Norbert Verzotti è già noto al pubblico valdostano
per la presenza di due sue opere nel museo all’aperto
di Etroubles e per la mostra che la Regione Valle d’Aosta ha voluto dedicargli, insieme ai suoi
amici Albert Féraud e Guido Magnone, nel
2002. Lo ospitiamo con piacere, è un modo per ricambiare l’amore che
lui provava per queste montagne."
Alessandro Parrella ha introdotto l’artista e l’esposizione.
"Verzotti ha attraversato con la sua opera tutto il ‘900: dal
figurativo delle prime opere, subito dopo la guerra, all’astrattismo con
echi cubisti.
Architetto, nel 1939 accede all’atelier Gaumont per studiare
la scultura.
Un amore che non lo abbandonerà fino alla fine dei suoi giorni. Un segno
di quanto fossero gradite le sue prime creazioni può essere letto nel
furto della sua opera al Salon
d’Automne di Parigi del 1952.
Uomo di grande cultura e conoscenza, Verzotti anteponeva al rigore del suo pensiero
una "fanciullesca" passione verso tutte le forme creative: uno straccio
abbandonato, il foglio del calendario da rimuovere per il nuovo mese, un ritaglio
di carta vetro, oggetti di nessun significato per la maggior parte di noi,
costituivano ai suoi occhi lo spunto per una nuova creazione.
In questa esposizione è presente un’immagine dell’artista insieme ad Albert Féraud, il grande maestro del metallo nel XX° secolo e a Guido Magnone, lo scultore delle cime mitico pioniere dell’alpinismo moderno. Tre scultori, tre esistenze differenti, tre esperienze uniche nel mondo dell’arte. Li chiamavano i tre moschettieri, per la profonda amicizia che li legava, sempre pronti a donarsi l’uno per l’altro.
