Inaugurazione della mostra "Verzotti: il sogno svelato"
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L’Assessore al turismo, sport, commercio e trasporti Aurelio Marguerettaz nel suo intervento ha tenuto a sottolineare l’orgoglio di chi è nato a Saint-Rhémy nel vedere restituito al pubblico il Castello di Bosses e nel constatare come il pubblico risponda positivamente quando si offrono iniziative degne di interesse.
Ha ricordato l’importanza che i castelli rivestono nel paesaggio alpino, in Valle d’Aosta in particolare, e di quanto sia fondamentale, in un’ottica di fruizione ottimale, rendere tali strutture aperte ad iniziative culturali, senza snaturarne la funzione di testimonianza storica.
Come ha introdotto il sindaco, occorre superare il ruolo di baluardo di difesa
che il castello ha avuto nei secoli per approdare a un concetto innovativo di
polo culturale: un invito al confronto e al dialogo, apertura all’esterno
invece che arroccamento. È quanto è già stato fatto con il
forte di Bard.
L’apertura degli spazi alle forze creative presenti sul territorio è
una scelta che può rivelarsi vincente nell’offrire un’offerta
variegata che richiami un maggior numero di turisti.
Al termine degli interventi, Alessandro Parrella ha guidato quanti ne hanno fatto richiesta in piccoli gruppi, illustrando lo spirito in cui è nata ed è stata realizzata ciascuna opera.
Fra i presenti, molti i nomi illustri: Roberto Domaine, Soprintendente per i beni e le attività culturali della Regione Autonoma Valle d’Aosta; il sindaco di Etroubles, Massimo Tamone; René Vernadet, fotografo, cineasta, alpinista e fine conoscitore del Tibet; Anna Ugliano, consulente per il teatro della Regione Autonoma Valle d’Aosta; i grafici Pier Francesco Grizi (che ha curato la grafica della mostra e del relativo catalogo) e Arnaldo Tranti; gli artisti Chicco Margaroli, Hérvé Cheillon, Etto Margueret, Livio Mognol, Patrick Passuello e Oreste Ferrando; Leandro Enrico, titolare della Tipografia Duc, sempre pronto ad aiutare la nostra associazione, il Direttore della Fonderia d’Arte Verres, Roberto Chenal e il noto avvocato di Torino Stefano Pes.
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Testo: Paola Ugliano, Alessandro Parrella.
Foto: Bruno Domaine.










