Marcel Imsand - Luigi Le Berger

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Luigi Cominelli ritratto da Marcel Imsand

È duro il lavoro del pastore, fatto di gesti semplici e tempi prestabiliti, volti a soddisfare i bisogni primari: la tutela del gregge, innanzitutto; la difesa dal freddo e dall’umido; il sostentamento quotidiano.
Ai nemici storici - i predatori: rapaci, lupi, volpi - si sono aggiunti gli autoveicoli che, in una società sempre più frettolosa, non hanno la pazienza necessaria per attendere l’attraversamento di un’arteria stradale, o peggio, la sua percorrenza nei tratti in cui i sentieri pastorali sono interrotti, mettondo a repentaglio la vita delle pecore.

È una vita che obbliga a una profonda conoscenza degli animali e della natura, al rispetto dei suoi tempi e dei luoghi. E che, proprio per questo, offre a chi compie questa scelta la possibilità di una conoscenza più intima e profonda di se stessi.

M. Tamone, A. Parrella, L. Cominelli e M. Imsand nella casa dell'artista, a Losanna

Prima di dar corso al suo lavoro, il fotografo si è adattato alla vita del pastore, aiutandolo nel lavoro quotidiano, imparando a vestirsi per difendersi dalle intemperie e dal freddo notturno. E la condivisione del lavoro, della fatica, della vicinanza alla natura ha generato una solida amicizia, che dura ancora oggi.

Sono 86 le foto che la Fondation Pierre Gianadda mette a disposizione del Comune di Étroubles per la realizzazione di questa mostra, curata da Alessandro Parrella.

Fotografie che restituiscono la magia di un istante, un frammento di luce, la poesia di un momento di vita: il gregge che si perde nel paesaggio, fino a confondersi nelle nuvole; la dolcezza di un agnello accucciato al tepore del corpo materno; la tenerezza dell’asino addetto al trasporto delle provviste, che a suo modo collabora alla conduzione del gregge...

Una testimonianza unica, resa ancora più efficace dall’uso del bianco e nero, stampato da Imsand su pregiata carta borata, che ne preserva le caratteristiche nel tempo, come Imsand stesso sottolinea nella dedica che accompagna la donazione fatta agli amici Annette e Léonard Gianadda, in occasione dei 25 anni della Fondazione di Martigny.

 

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