Chicco Margaroli

Chicco Margaroli a Etroubles

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Come curatore del primo Museo di arte contemporanea a cielo aperto in Valle d’Aosta, quello di Etroubles nella Valle del Gran San Bernardo, progetto realizzato insieme al Comune, con la collaborazione del Fondo Sociale Europeo, della Fondazione CRT, dell’Assessorato Attività produttive e Politiche del Lavoro della Regione Autonoma Valle d’Aosta, del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e della Fondation Pierre Gianadda di Martigny per la sezione elvetica, avevo effettuato scelte precise e rigorose per garantire il successo di un progetto così importante ed innovativo.
Nulla poteva essere presentato con leggerezza ed in più gli artisti valdostani dovevano confrontarsi con grandi esponenti dell’sarte del novecento sia italiani, che francesi o svizzeri.

La scelta di Chicco Margaroli era così quasi scontata dato l’alto livello delle sue creazioni ed il suo indiscusso coraggio nello sperimentare attraverso il suo personale vocabolario espressivo sempre nuove proposte.
Confesso senza soggezione che rimasi mesi in attonita attesa per capire dove la sua creatività si stava dirigendo e non mi meravigliai nel vedere l’artista intenta in una precisa ricerca storico antropologica frutto anche di numerosi incontri con gli abitanti del luogo soprattutto i più anziani, veri custodi di tanti segreti a volte destinati mestamente all’oblio. Nacque così "Mon Courtì" un’opera che si fa metafora evocativa della cultura degli orti-giardini gelosamente tramandata dalle madri ai figli. La pasta acrilica sapientemente miscelata ai pigmenti ci racconta in un turbine evolutivo generato da uno steccato in ferro come tutto prolifichi dalla forza della nostra storia, dal nostro cuore. Il lavoro si regge sulla riproduzione in grafite di una poesia di Anais Ronc Desaymonet che svela i segreti del proprio courtì con disarmante schiettezza narrativa.

L’inserimento di questa opera in Piazza Ida Viglino corona il pensiero della Margaroli per questa installazione al femminile.
Altra opera non di minore impatto emotivo è quella dedicata alla via Francigena sempre di Chicco Margaroli e sempre ad Etroubles.
Nella pittura ogni oggetto presente sulla parete della casa si rigenera in nuova vita in un teatro che piace e commuove.
Qui il racconto icastico ci viene presentato attraverso quel grande talento narrativo che è ugualmente patrimonio dell’artista valdostana. Non si tratta di dicotomia creativa; ogni espressione nata dalla sapiente mano della Margaroli è frutto della sua storia, della sua sapiente e mai paga ricerca, di quella rara poetica pittorica di cui la pittrice è custode da sempre.

Spesso è imitata, ma lei non se ne cruccia.

Corri serena Chicco tanto sei comunque irraggiungibile.

Alessandro Parrella
Direttore del Museo di Arte Contemporanea di Etroubles

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Testi: pagina 1, Elisabetta Pozzetti; pagine 2 e 3, Chicco Margaroli e Paola Ugliano;
pagina 4 Alessandro Parrella.
Foto: pagine 1 e 2, Giusto Vaudagnotto; pagina 3, Chicco Margaroli