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Auguste Rodin

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Nato a Parigi nel 1840, François Auguste René Rodin dimostrò una precoce attitudine al disegno: sin dai dieci anni iniziò a riprodurre le illustrazioni che gli capitavano tra le mani.
Intraprese gli studi artistici all’Ècole Speciale de Dessin et Mathematiques, seguendo i corsi di disegno di Horace Lecoq de Boisbaudran.

Il primo ad accorgersi del suo talento, dopo averlo visto al lavoro su un busto dedicato a lui, fu il fondatore dell’Ordine dei Padri Sacramentini, dove Rodin si era rifugiato a cercar conforto per l’improvvisa scomparsa dell’amata e giovane sorella. Padre Eymard invitò Rodin a lasciare il monastero e seguire la sua vera vocazione di scultore.

Respinto dall’Accademia per ben 3 volte, si dedicò alle decorazioni, seguendo il maestro A. Carrier-Belleuse a Bruxelles, per decorarvi la porta della Borsa.

Nel 1875 fece un viaggio in Italia. Si celebravano i 400 anni dalla nascita di Michelangelo e a Firenze veniva aperta al pubblico Casa Buonarroti, che visitò. Rodin, già convinto che la scultura dovesse dar voce alle passioni dell’anima, rimase affascinato dall’arte di Michelangelo e dalla poesia di Dante, a suo modo uno scultore mediante il sapiente uso della parola. Rodin studiò in ogni dettaglio le opere di Michelangelo, tanto le sculture ispirate allo stile classico, quanto i dipinti e gli affreschi, in particolare Il Giudizio Universale nella Cappella Sistina.
Se di quest’ultimo Rodin apprezzò la possenza espressa dal dettaglio anatomico, associato alla particolare rotazione dei corpi o di sue parti, fu affascinato dalla tecnica del non finito ideata da Michelangelo (Schiavo Ribelle e Schiavo Morente, oggi al Louvre, allora a Firenze).

Nel 1878 Rodin espose a Bruxelles prima e poi al Salon L’età del bronzo, un nudo virile ad altezza naturale che suscitò molte polemiche. Il verismo dell’opera per le sue proporzioni lo aveva fatto credere un calco dal vero. Per mettere a tacere le critiche, realizzò un nuovo nudo maschile, questa volta di proporzioni maggiorate.

Nel 1880 gli venne commissionata una porta in bronzo per il nuovo Museo delle Arti Decorative. Nacque così il progetto della Porta dell’inferno ispirata al poema dantesco che lo vide impegnato a più riprese, lungo tutto l’arco della vita, in seguito alle alterne vicende che subì la costruzione del nuovo Museo.

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