Giulio Schiavon

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Un anelito di infinito pregno di umana necessità, è questo, tradotto in una sola frase, il significato profondo di ciò che sto attualmente cercando di esprimere attraverso le mie opere. Nella rappresentazione di musicisti e suonatori mi tengo in bilico tra il desiderio di ridare nuova vita ad antiche figure mitologiche della tradizione classica greco - romana e la volontà estetica di guardare al Barocco e alle sue "musiche celesti" per metterne in luce forme e contenuti di assoluta modernità. L’Asia, l’Africa, l’indistintamente lontano mi consentono di ritrovarmi, mescolando i linguaggi espressivi, rintracciando nella valenza "nomade" della visione un nuovo baricentro creativo.

G. Schiavon: Afrique 2003: Africa - Scultura in larice
Esposto nella personale Les temps de l’art presso Espace Vallée d’Aoste di Parigi (25 ottobre 2005 - 22 marzo 2006).
G. Schiavon: l'Arpa 2003: L’Arpa - Scultura in abete.
Esposto nella personale Les temps de l’art.
Queste immagini e i relativi ingrandimenti sono tratte dal catalogo: Les temps de l’art Giulio Schiavon, ed. Musumeci, 2005

La mia ricerca, insomma, procede verso l’inedito senza percorsi tracciati e stabiliti a priori, nutrendosi, là dove possibile, di intuizioni, di brevi apparizioni o miraggi capaci di proiettarmi in dimensioni artistiche non ancora esperite.

Giulio Schiavon

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Testi: pagine 1 e 2 Viviana Rosi;
pagine 3, 4 e 5 Giulio Schiavon
Foto: pagina 1 e 2 Paola Ugliano.