Norbert Verzotti - Il sogno svelato

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Da sn: A. Feraud, N. Verzotti, S. Sebaste, G. Magnone, A. Parrella nel giardino di Féraud costellato di opere Verzotti nasce nel 1921, quando stili e tecniche pittoriche erano stati rivoluzionati da Picasso e Braque e dal fiorire di scuole e movimenti che in tutta Europa ampliavano la loro ricerca proponendo nuovi linguaggi espressivi.
Pur nella differenza di metodi e intenti, talvolta in antitesi tra loro, si possono identificare alcune basi comuni poste dalle avanguardie di inizio secolo. Lo sfondo e la prospettiva perdono significato e la figura può presentarsi da angolature multiple, costringendo il fruitore a dilatare il tempo di visione per acquisire tutti gli elementi presenti; il segno pittorico si trasfigura fino ad assumere forma geometrica, che acquisisce un valore anche in relazione al colore con cui è rappresentata. I colori si fanno assoluti (sino alla riduzione ai soli colori primari e ai non-colori bianco e nero in Mondrian). Nel quadro entrano elementi reali quali la sabbia per ispessire il colore o fornire una superficie scabra, o anche carta, giornali, eliminando la distanza tra quadro e scultura. La ricerca di un nuovo linguaggio può spingersi fino ad abbattere le barriere fra saperi diversi: l’arte entra in relazione con musica, poesia, scienza e tecnologia. Entrano così nella terminologia artistica i concetti fisici di forza e campo di forze, e nei titoli delle opere le parole composizione e improvvisi, a testimoniare il forte legame tra poetica e ritmo, visivo o musicale in esse presenti.

Summa di tutte le correnti e modalità espressive che si andavano diffondendo in tutta Europa fu la "École de Paris". Non una vera e propria scuola, come la Bauhaus tedesca, ma un raggruppamento cosmopolita di artisti di diverse discipline che incontrandosi nei bar di Montparnasse definiva i nuovi canoni artistici. Fino ad approdare all’idea che l’unica regola valida nella creazione artistica doveva essere la totale libertà espressiva.

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